
I cambiamenti spaventano. Difficile ammetterlo ma spesso ne siamo terrorizzatə.
Perché?
I motivi sono diversi e a volte non è neanche così semplice metterli a fuoco.
- Il cambiamento richiede una perdita di equilibrio. Ci costringe a fare i conti con l’incertezza, con le incognite, con i punti interrogativi. Cosa accadrà dopo? Ce la farò? Me ne pentirò?
- Ci hanno da sempre spacciato la coerenza come un valore assoluto, rimanere fedeli alle proprie scelte, alle strade intraprese, alle convinzioni professate. Ma siamo o no degli esseri in continuo mutamento? Siamo o no delle creature in evoluzione, in un mondo fluido, in un tempo cangiante? E allora l’unica coerenza possibile risiede nel rimanere fedeli a sé stessə, ai propri desideri, che come è giusto che sia muteranno, si trasformeranno, assumeranno forme sempre diverse.
- Il passato è parte di noi ed è spesso un bagaglio ingombrante, difficile da accantonare.
Eppure ci sono dei momenti in cui cambiare non è solo importante, è necessario.
Lasciar andare significa abbandonare ciò che non può essere, ciò che fa male, ciò che non ci appartiene più. Ed ogni evoluzione è possibile solo se si accetta l’idea del grande salto. Immaginate di avere un crepaccio davanti a voi e di dover saltare sul lato opposto. Lo fareste con un pesantissimo zaino sulle spalle? O ve ne liberereste? Con i cambiamenti funziona così. Per provare a volare bisogna lasciare ciò che pesa.
Lasciare andare cosa?
- Vecchie convinzioni e idee di noi che non ci rispecchiano più.
- La paura di non farcela, le insicurezze.
- Le opinioni e le aspettative altrui.
- I rancori e le ostilità.
- Pensieri e persone negative che non apportano più nulla di buono alla nostra vita.
Per riuscire a praticare la felicità, occorre innanzitutto essere leggerə, per godere dei momenti, per vivere nel presente, nel qui e ora, è necessario liberarsi da ciò che ci blocca o ci trattiene altrove.
Occorre liberare lo spazio necessario per far posto a ciò che di nuovo e di bello potrebbe arrivare.

Come si fa a lasciare andare?
Concentrandosi sul presente, sui singoli momenti, abbandonando i sensi di colpa, gli errori, le esperienze dolorose, ciò che non è stato e poteva essere, perché se è andata diversamente è così che doveva andare. Prendendo le distanze dalle situazioni tossiche, dalle persone negative, dai contesti in cui non ci sentiamo noi stessə.
Un passo alla volta, iniziamo ad alleggerire il nostro bagaglio, partiamo dai vestiti che non usiamo da anni o che non ci fanno sentire bene, da oggetti che non dicono niente di noi, continuando poi col prendere le distanze da situazioni e persone nocive, da schemi mentali deleteri, avvicinandoci ogni giorno alla parte più autentica di noi, imparando a vivere nel presente, in armonia con ciò che oggi siamo o desideriamo diventare.
Perché?
Perché la vita è una soltanto, è breve e preziosa e non puoi sprecarla in un limbo di stagnante infelicità.
