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Pensi mai a quanto tempo dedichi agli altri quotidianamente, al loro benessere, alla loro serenità, alle loro aspettative? Pensi mai a quante cose hai rinunciato per dare la priorità alla famiglia, ad una relazione, agli amici, ai figli? Gli affetti che fanno parte della tua vita meritano le tue attenzioni e il tuo tempo, così come gli impegni e le responsabilità, ma a volte finisci per perdere di vista che la persona a cui su tutte dovresti dare la priorità, sei TU.
Mettersi al primo posto è un’abitudine sana e necessaria. E non è un atto di egoismo, perché voler bene alla persona che vediamo riflessa nello specchio ogni mattina, quella che ci accompagnerà per il resto della vita, significa prendersi cura, investire sul benessere personale, puntare alla realizzazione dei propri bisogni e dei propri desideri. E tutto questo si converte in felicità.
Le persone felici sono quelle maggiormente capaci di supportare gli altri, di trasmettere emozioni positive, di influenzare in modo incoraggiante le vite altrui perché chi si prende cura di sé come merita può anche offrire agli altri la migliore versione di se stesso.
Quando, al contrario, una persona smette di mettersi al primo posto per colmare esigenze altrui, per piegarsi a quello che “c’è da fare”, a quello che “gli altri si aspettano”, ai ruoli prestabiliti di figlia, mamma, lavoratrice instancabile, compagna, quello che di fatto sta facendo è svuotarsi, privarsi di tutte le energie, della propria identità e della propria autostima.
Questo significa mettere in pericolo il tuo equilibrio, il tuo benessere, la tua prospettiva di felicità. Perché ricorda che possiamo sentirci appagati nel soddisfare i bisogni e le aspettative degli altri e colmando i loro vuoti, ma la felicità vera, reale, autentica, quella destinata a crescere e a durare, puoi costruirla soltanto dentro di te. Prendendoti cura di ciò che sei e di ciò che vuoi e lavorando per trasformarti nella te più autentica.
E allora sai cosa ti dico?
Che è arrivato il momento di pensare a te, ai sogni accartocciati in un cassetto, a quelle piccole cose che renderebbero migliori le tue giornate, alla gioia che solo tu puoi regalarti inseguendo le tue passioni, i tuoi desideri, quella parte di te che ti rende viva, vera, diversa da chiunque, e che, per troppo tempo, hai deciso di sacrificare per dare spazio agli altri, di relegare in un angolo in attesa di tempi migliori.
È arrivato il momento di comprendere cosa ti renderebbe davvero felice, di realizzare te stessa e quel mondo meraviglioso che hai dentro, che aspetta solo acqua e luce per fiorire.

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Ti diranno tante cose, anima bella.
Ti diranno che sei in ritardo, che non è più tempo per i tuoi sogni, che sei indietro rispetto agli altri, che non ce la farai.
Ti diranno che rischiare è pericoloso, che è meglio non lasciare la strada vecchia per la nuova, che chi si accontenta gode, che in fondo sei già fortunata così.
Ti diranno che non fa per te, che non sei tagliata, che non funzionerà.
Ti diranno che non è consono, che non è consigliabile, che la gente poi cosa penserà?
Ti diranno che hai altri doveri, altri obblighi, che devi pensare alla famiglia, al lavoro, allo studio, alla casa, ai figli, ai soldi.
Ti diranno tante cose, ma la verità è che l’unico obbligo che hai è quello nei confronti di te stessa e della tua felicità, la verità è che il tuo unico limite sei tu, che rischiare è meglio che star fermi, e che sei perfettamente in tempo, il tuo tempo.
La verità è che dentro di te c’è una voce che rimane spesso inascoltata, una voce che devi imparare ad udire, a distinguere da tutte le altre, ad accogliere e seguire.
La tua voce, il tuo istinto, il tuo fuoco, è ciò che realmente sei sotto strati di aspettative, di richieste, di pressioni esterne, di decisioni sbagliate, di ruoli che altri hanno scelto per te.
Quella te, è la cosa più preziosa che hai.
Ti diranno tante cose, anima bella. Tu ascolta solo ciò che hai dentro.
Riscopriti, ritrovati, accettati, inseguiti.

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Settembre è arrivato, con la sua luce dorata e le albe frizzanti, con le sere più brevi e l’autunno che lentamente avanza. Ma settembre non porta con sé solo la fine dell’estate, ci regala quel tramestio interiore che ha a che fare con la trasformazione, la voglia di nuovo, il desiderio di rivoluzione.
Sono qui per dirti di assecondare queste sensazioni: abbandonati al vento del cambiamento e ricomincia da te, dalle cose che ti fanno sorridere, da quelle che hai accantonato e di cui senti la mancanza, da quelle che non hai ancora trovato il coraggio di fare.
Ricomincia a prenderti cura di te, del tuo corpo e del tuo cuore, dedicati uno spazio al giorno che sia solo tuo, un rituale di pace, che si tratti di una tisana, un bagno caldo, una pagina di diario da scrivere, una candela profumata accanto a un libro, una lunga camminata all’alba, mezz’ora di attività fisica, pasti preparati con cura mentre ascolti la tua musica. Lascia perdere i traguardi e le aspettative, ciò che conta è il cammino e quelle cose che ti fanno star bene nel mentre, nel tragitto, che ti fanno sentire orgogliosa di te e del modo in cui ti vuoi bene, giorno dopo giorno.
Prenota quella visita medica che rimandi da tempo. Passa un pomeriggio in libreria e perditi tra gli scaffali, innamorati di un titolo e portalo a casa con te. Pensa a qualcosa che hai sempre desiderato fare, che ha acceso la tua curiosità, un’attività in cui ti piacerebbe metterti alla prova, una passione che vorresti approfondire, un posto sconosciuto in cui vorresti andare. Non tutto è fattibile, lo so. Ma ci sono anche ostacoli superabili, limiti che siamo solo noi ad imporci. Riflettici e pensa nel tuo piccolo, nel tuo momento, con le tue possibilità e le tue risorse, a qualcosa che potresti fare per te. Fatti una promessa, e mantienila.
Sei TU la più duratura, intensa, appagante, storia d’amore che potrai mai vivere, tienilo sempre bene a mente. Non trascurare i tuoi bisogni, le necessità, le esigenze e i desideri. Non dimenticare che siamo esseri in continua evoluzione e abbiamo un continuo bisogno di rinnovarci. Ricordati di te.
E allora approfitta di questo mese in cui tutto ha di nuovo inizio per [ri]cominciare ad occuparti con più consapevolezza della persona più importante della tua vita: quella splendida, coraggiosa, sorprendente creatura che vedi riflessa nello specchio ogni mattina.

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Settimana scorsa ho passeggiato in un campo di girasoli, ho respirato il profumo del fieno e intrappolato nei miei occhi raggi di sole aranciato.
Amo questi fiori, il loro colore caldo, la postura fiera, il modo in cui cambiano l’anatomia di un luogo. Ma, più di tutto, amo l’ostinazione con cui seguono il sole, a testa alta, senza mai arrendersi, certi che al buio segua sempre la luce e che dopo ogni notte il sole tornerà ad illuminare il cielo.
Ci pensi a quanto sarebbe bello imparare da loro a vivere così?
Svegliarsi ogni mattina cercando la luce, con l’intima convinzione che qualunque cosa accada ci sarà sempre un nuovo giorno, un nuovo desiderio, un nuovo incontro, una nuova opportunità, un nuovo raggio di sole?
Tempo fa ho scoperto un’altra cosa sui girasoli: nei giorni di pioggia la loro corolla non si inclina verso il basso come si potrebbe pensare, ma si girano gli uni verso gli altri, regalando la propria meraviglia al fiore più vicino. Sì, perché anche nelle difficoltà riescono a donarsi il bello, ad accogliere la tempesta danzando sotto il temporale, in attesa di giorni migliori.
E allora pensati girasole, insegui la luce, ricorda che meriti il sole, mantieni la testa alta, resta aperta alla vita, danza sotto la pioggia, alimenta dentro di te la certezza che il sereno tornerà sempre, brilla ostinatamente.

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Viviamo in un mondo in cui le prestazioni sembrano essere tutto.
I numeri, i risultati, l’estetica, l’apparenza.
Quante volte, guardandoti intorno, non ti sei sentita abbastanza? Quante volte hai subito il confronto con altre persone, con altri corpi, con altre vite?
Questo perché spesso tendiamo a calcolare il nostro valore sulla base di ciò che possediamo, che facciamo, che sembriamo agli occhi degli altri. Oggi voglio ricordarti che non sei quello che gli altri pensano o vedono, sei quello che hai dentro. Sei la tua storia, le tue ferite, le tue qualità, i tuoi sogni, tutti elementi che ti rendono diversa da chiunque, unica, speciale. La vita non è una gara. Non pensare di essere in ritardo, di non essere all’altezza di un determinato ruolo, di non essere capace, coraggiosa, efficiente, bella. Questa è solo una visione distorta di te, dettata da schemi di cui devi liberarti. Sei un essere irripetibile con un passato, delusioni, desideri, ricordi, risorse, possibilità, che ti rendono differente e straordinaria. Nessuno ha vissuto la tua vita, ha sperimentato i tuoi dolori, ha intrapreso le tue esperienze, ha provato le tue emozioni, superato i tuoi ostacoli, non c’è un altro essere umano che sia uguale a te.
Questo ti rende semplicemente meravigliosa.
Quindi non fare paragoni, non sminuirti, non provare a somigliare ad altri, non permettere a chiunque di farti sentire inadeguata o inadatta. Abbraccia le tue imperfezioni, accetta i tuoi errori, sii comprensiva con te stessa, elimina prototipi inarrivabili, ascolta la tua voce interiore e decidi chi vuoi essere ma, soprattutto, ricorda che puoi farcela perché tu sei abbastanza.
Concentrati sulle cose in cui credi, su ciò che ti rende te stessa, ti emoziona, ti entusiasma, su quello che di buono pensi tu possa offrire al mondo: è quello che ti rende viva e coraggiosa. Abbraccia il tuo valore e la tua unicità. Se non credi in te, nessuno ci crederà. Il modo in cui ci amiamo è il modo in cui insegniamo agli altri ad amarci. Pretendi il rispetto che meriti, festeggia i più piccoli successi e progressi, smetti di essere troppo critica nei tuoi confronti e usa tutte le tue energie per fiorire, per trasformarti in ciò che vuoi e puoi diventare.
Sei abbastanza. Anzi, sei molto di più.

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Evitare la sofferenza è impossibile. Nonostante i nostri sforzi di resistere al vento, ci sarà un momento in cui ci piegherà. In cui rialzarci ci sembrerà uno sforzo impensabile, in cui il dolore ci attraverserà. La bella notizia è che non siamo tenuti ad opporci. I momenti difficili esistono e negarlo non ci sarà d’aiuto. Il dolore va accettato, non cancellato. Dobbiamo accogliere ciò che ci fa star male, viverlo, elaborarlo. Bisogna abbracciare la paura, la delusione, la perdita, la tristezza. Immaginare la sofferenza come una vasca piena d’acqua e immergersi dentro, lasciarsi cullare, piangere, star male. Il dolore va consumato, esaurito, svuotato. Solo così potrà trasformarsi in una base da cui ripartire. Sì, perché arriverà un momento in cui ciò che prima ci causava sofferenza, smetterà di farci male. Non sparirà, perché certi vissuti restano, certi vissuti servono. Ma perderà la capacità di ferirci. E lì, dove prima c’era una lacerazione, inaspettatamente apparirà una cicatrice. Smetterai di sanguinare e inizierai a fiorire, perché tutto il dolore, tutto il male, tutte le negatività, diventeranno quel concime necessario a far sbocciare una nuova te. Una te inedita, diversa, sconosciuta. Una te con un segno in più. Una te che ce l’ha fatta di nuovo. Non so se questo pensiero risulterà consolatorio o meno, ma la verità è che a volte proprio dai momenti peggiori nascono le cose più belle, che si tratti di consapevolezze, decisioni, progetti, percorsi, rivoluzioni.
Qualunque ferita tu abbia, qualunque sia il momento che stai attraversando, puoi fiorire.

Puoi fiorire su una roccia, su un marciapiede, sulla sabbia, in un rudere abbandonato, tra le crepe di un anonimo muro in città. Puoi fiorire nonostante l’afa o il ghiaccio. Puoi fiorire nel silenzio più assoluto o in mezzo al più assordante caos. Puoi fiorire fuori stagione, fuori tempo e fuori luogo. Puoi fiorire senza che nessuno se ne accorga e senza che nessuno ci creda. In un lunedì qualunque o in un giorno speciale.
Puoi fiorire o v u n q u e. Semplicemente perché sei nata per sbocciare. Sei nata per essere la versione migliore di te. Per stupire il mondo con i tuoi colori. Per evolverti, brillare, meravigliarti, tirare fuori ciò che sei e andarne fiera.
Devi solo crederci. Spogliarti delle paure. Liberarti dalle foglie secche. Annaffiarti. Prenderti cura. Regalarti tempo e fiducia. Concederti luce e belle canzoni. Devi solo a m a r t i.
È primavera, fiorisci, ovunque tu sia.

Un abbraccio,

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Ci saranno momenti in cui stare in piedi sarà più complicato. In cui le certezze verranno a mancare. In cui vacillerai, tremerai, ti piegherai. Ci saranno momenti in cui pensare al futuro farà male. Momenti in cui il cuore si coprirà di crepe, le ferite bruceranno, lo sguardo si offuscherà.
Ti sentirai sola. Ti sentirai fragile.
Vorrei che in quei momenti ricordassi tutte le volte in cui ce l’hai fatta. Vorrei tenessi bene a mente gli ostacoli che hai superato, i dolori che ti hanno cambiata ma non ti hanno sconfitta, le persone di cui hai imparato a fare a meno, quelle che hanno trovato in te un rifugio, le sfide che hai portato a termine nonostante tutto, le volte in cui hai ricominciato, ti sei reinventata, ti sei rialzata.
Vorrei tenessi presente che tu esisti, sei viva, sei qui e sei resistente. Vorrei in quei momenti ti tenessi per mano e imparassi a stringerti di più. Vorrei credessi in te e nella tua luce.
Vorrei non perdessi di vista la tua forza. Ma vorrei che non dimenticassi nemmeno le tue fragilità. Perché essere frangibili, tremare, vacillare, non significa essere deboli, significa essere umani.
È normale tu abbia paura, è normale tu possa pensare di non farcela.
Voglio solo tu sappia che ce la farai, ce la farai anche stavolta, ce la farai nonostante i giorni peggiori.
Ce la farai perché non sei sola. Ce la farai perché accanto a te c’è la bambina che eri, e lei è certa che tu possa superare qualunque difficoltà, è ancora convinta tu sia la più veloce sull’altalena e che il mondo sia pieno di bellezza e magia.
Ce la farai perché accanto a te c’è la te che sarai, quella che diventerai dopo aver affrontato l’ennesima salita. Quella che avrà curato e trasformato il dolore. Quella che sorriderà ancora in un giorno di sole senza farci caso.
Quella donna che avrà una cicatrice in più sul cuore ma anche un nuovo fiore che ci sarà sbocciato dentro.

Un abbraccio,

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Basta guardarsi intorno, accendere la tv, scorrere i social, per rendersi conto di quanto la vita sia diventata una competizione estetica. Record da battere per arrivare prime, per essere più popolari, più belle, più magre, più efficienti. Quale senso di inadeguatezza creano certe immagini?
Quali interrogativi fanno nascere dentro di noi?
La verità è che la vita è molto diversa da quello che vediamo su Instagram, la perfezione non esiste e non esistono tante delle cose che ci vengono spacciate per verità assolute.
Ma soprattutto la felicità non è connessa ai risultati raggiunti. Non è vero che sarai felice quando sarai più magra, popolare, laureata, fidanzata, madre, moglie. La felicità è una scelta quotidiana, intimamente legata all’accettazione di noi stesse, del nostro percorso, del nostro passato, delle nostre imperfezioni.
La felicità è consapevolezza, arrivare a comprendere quelle che siamo e quelle che vorremmo essere, accogliere le nostre crepe, il passato, gli errori, ciò che nel bene e nel male ci ha portato ad essere noi e fare del nostro meglio per evolverci, trasformarci nella versione migliore possibile.
Ieri è iniziato dicembre, un mese magico, che trattiene nell’aria i desideri, riscalda come un maglione intrecciato, sa di cannella e di camino acceso.
Un mese pericoloso per altri versi, perché è il periodo della gioia a tutti i costi, delle apparenze patinate, dei bilanci di fine anno, delle domande indiscrete intorno a tavole imbandite.

Proprio per questo ti vorrei ricordare di godere di ogni momento di queste settimane. La vita non è una gara, si può essere felici senza avere un fidanzato, una laurea, un figlio, una carriera in ascesa. Si può essere felici anche senza garanzie per il futuro, perché la vita è imprevedibile e bisogna imparare a vivere nel qui e ora, cogliere i momenti, fermarsi a respirare nel centro di una piazza che scintilla di luminarie, bere una cioccolata calda al tavolino di un bar, avere il coraggio di manifestare uno stato d’animo, capovolgere tutto per inseguire una follia. Si può anche non essere felici e anche questo è assolutamente normale. Siamo esseri in evoluzione e ogni tappa merita di essere accolta e accettata.
Qualunque sia la tua situazione, ricorda però che la tua vittoria…sei tu. Quella che stai costruendo giorno dopo giorno, un passo alla volta, un ostacolo alla volta. E solo tu sei in grado di renderti felice, nel senso più profondo del termine. Tutto il resto è un’allegria passeggera, fluida, transitoria. Non ci sono tappe obbligatorie o ricette di felicità da seguire.
L’amore per te stessa, l’accettazione, la voglia di ricominciare da te, di tenere accesa la luce dei tuoi sogni, sono queste le cose grazie alle quali potrai vivere una vita intimamente appagante, colorata, stimolante, che ti somigli, che somigli ai tuoi desideri.
Senza fretta, senza ansie, senza confronti. Ogni cammino è a sé. Ma soprattutto…nessuno è te.
Concentrati su te stessa, vivi nel presente, mangia il pandoro, soffia sullo zucchero, fatti un bel regalo, balla tra le luci, vai avanti.
Le vite perfette non esistono, gli istanti perfetti sì. Non perderli.

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I cambiamenti spaventano. Difficile ammetterlo ma spesso ne siamo terrorizzatə.
Perché?
I motivi sono diversi e a volte non è neanche così semplice metterli a fuoco.
- Il cambiamento richiede una perdita di equilibrio. Ci costringe a fare i conti con l’incertezza, con le incognite, con i punti interrogativi. Cosa accadrà dopo? Ce la farò? Me ne pentirò?
- Ci hanno da sempre spacciato la coerenza come un valore assoluto, rimanere fedeli alle proprie scelte, alle strade intraprese, alle convinzioni professate. Ma siamo o no degli esseri in continuo mutamento? Siamo o no delle creature in evoluzione, in un mondo fluido, in un tempo cangiante? E allora l’unica coerenza possibile risiede nel rimanere fedeli a sé stessə, ai propri desideri, che come è giusto che sia muteranno, si trasformeranno, assumeranno forme sempre diverse.
- Il passato è parte di noi ed è spesso un bagaglio ingombrante, difficile da accantonare.
Eppure ci sono dei momenti in cui cambiare non è solo importante, è necessario.
Lasciar andare significa abbandonare ciò che non può essere, ciò che fa male, ciò che non ci appartiene più. Ed ogni evoluzione è possibile solo se si accetta l’idea del grande salto. Immaginate di avere un crepaccio davanti a voi e di dover saltare sul lato opposto. Lo fareste con un pesantissimo zaino sulle spalle? O ve ne liberereste? Con i cambiamenti funziona così. Per provare a volare bisogna lasciare ciò che pesa.
Lasciare andare cosa?
- Vecchie convinzioni e idee di noi che non ci rispecchiano più.
- La paura di non farcela, le insicurezze.
- Le opinioni e le aspettative altrui.
- I rancori e le ostilità.
- Pensieri e persone negative che non apportano più nulla di buono alla nostra vita.
Per riuscire a praticare la felicità, occorre innanzitutto essere leggerə, per godere dei momenti, per vivere nel presente, nel qui e ora, è necessario liberarsi da ciò che ci blocca o ci trattiene altrove.
Occorre liberare lo spazio necessario per far posto a ciò che di nuovo e di bello potrebbe arrivare.

Come si fa a lasciare andare?
Concentrandosi sul presente, sui singoli momenti, abbandonando i sensi di colpa, gli errori, le esperienze dolorose, ciò che non è stato e poteva essere, perché se è andata diversamente è così che doveva andare. Prendendo le distanze dalle situazioni tossiche, dalle persone negative, dai contesti in cui non ci sentiamo noi stessə.
Un passo alla volta, iniziamo ad alleggerire il nostro bagaglio, partiamo dai vestiti che non usiamo da anni o che non ci fanno sentire bene, da oggetti che non dicono niente di noi, continuando poi col prendere le distanze da situazioni e persone nocive, da schemi mentali deleteri, avvicinandoci ogni giorno alla parte più autentica di noi, imparando a vivere nel presente, in armonia con ciò che oggi siamo o desideriamo diventare.
Perché?
Perché la vita è una soltanto, è breve e preziosa e non puoi sprecarla in un limbo di stagnante infelicità.

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Se sei approdata qui, è possibile che la tua vita stia attraversando un momento complicato, in cui non sai bene come andare avanti, come ripartire, come trasformare il tuo presente in qualcosa che ti piaccia davvero, che ti renda felice.
La prima cosa che vorrei dirti è che non si può trasformare la propria vita in un solo giorno ma si può trasformare quel giorno in un nuovo inizio.
Tendiamo sempre a rimandare, ad aspettare il momento giusto, un segnale, la svolta, ma in realtà le uniche responsabili del nostro percorso siamo noi, e qualunque siano le difficoltà che ci troviamo ad affrontare è sempre possibile fare qualcosa per migliorare il nostro presente.
La cosa fondamentale da comprendere è che la felicità non è un dono che cascherà magicamente dall’alto, la felicità è un esercizio.
E per raggiungerla a mio avviso occorre percorrere due strade parallele:
- imparare a conoscersi, sapere cosa vogliamo davvero, chi desideriamo essere, cosa ci piace e ci fa battere il cuore;
- allenarsi ad essere la versione migliore di noi, partendo dalle piccole cose, senza mai dimenticare la bellezza che ci circonda.
É quindi importante assumere un ruolo attivo per riprendere in mano la propria vita, darsi la possibilità di iniziare un nuovo percorso, circondarsi di stimoli positivi che ci aiutano a rimanere centrate su ciò che vogliamo diventare.
Non è necessario vedere tutta la scalinata, basta salire il primo gradino. Amo questa citazione perché chiarisce il senso di un errore in cui spesso cadiamo quando ci facciamo prendere dallo sconforto o pensiamo sia impossibile cambiare le cose. Quello che conta è iniziare. Quello che conta è fare il primo passo, ripetere a te stessa che non sei più ferma. Smettere di essere una spettatrice passiva della tua vita.
Il segreto è tutto qui, un gradino alla volta scoprirai quanto fosse pericoloso restare ferma e quanto sia meraviglioso procedere nella direzione dei tuoi sogni, della tua essenza, del tuo cuore.
